La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
- Einstein
La crisi delle dimensioni fisiche, come crisi della misurazione, va di pari passo, come è facile comprendere, con la crisi del determinismo e riguarda, oggi, l’insieme delle rappresentazioni del mondo
- Paul Virilio
“...une même ville regardée de différents côtés paraît tout autre, et est comme multipliée perspectivement”
- G. W. Leibniz

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

L'articolo, apparso su "Techne" n. 14/2017, pp. 68-78, presenta il progetto elaborato nell'ambito del Contratto di Ricerca fra la Cooperativa di gestione del Centro commerciale Le Vallette e il Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino, di cui le autrici sono le responsabili scientifiche. 

Abstract - A partire da una riflessione sul ruolo delle politiche urbane europee e torinesi nella  costruzione di azioni di rigenerazione socialmente innovative, si presentano i primi esiti di una ricerca progettuale che, focalizzata sull’area centrale del quartiere Le Vallette a Torino, è tesa a definire, nell’ambito di un Progetto di Qualificazione Urbana, uno scenario possibile di trasformazione. Il lavoro, pur stretto nelle maglie di tempi serrati, è stato intrapreso a partire da un confronto continuo con la comunità e le associazioni attive sul territorio e ha fra i suoi principali esiti l’individuazione di strategie fisiche e funzionali volte a riconnettere e a favorire la condivisione di spazi ed edifici introflessi e fortemente degradati.

Key words: regeneration, public space, accessibility, synergy, social cohesion

 

Piazza Don Giuseppe Pollarolo - stato attuale

Allegati:
FileDescrizione
Scarica questo file (Techne_20815-46921-1-PB.pdf)Barelli-Gregory_Techne_articolo pubblicato 

Il saggio, apparso su "L'industria delle costruzioni", n. 455/2017, pp. 22-29, ripercorre le vicende della "grande trasformazione" della città da company town a nuova realtà post-industriale, in cui qualità urbana, cultura e innovazione giocano un ruolo di primo piano. 

 

 

Il volume, che ha visto coinvolti principalmente i dottorandi del XXXII ciclo, nasce nell'ambito del seminario "Linee di ricerca" tenuto dal prof. Antonino Saggio (coordinatore del Dottorato in "Architettura - Teorie e Progetto" della Sapienza Università di Roma) con lo scopo di sistematizzare e catalogare, attraverso un'organizzazione tematica, i percorsi eterogenei compiuti all'interno del Dottorato.

Ogni dottorando ha inoltre selezionato due tesi di dottorato fra loro confrontabili per le tematiche indagate, svolgendo un lavoro di lettura critica attraverso brevi saggi ai quali si è, talvolta, accompagnata un'intervista a uno degli autori prescelti. 

Giuliana Scotto, dottore di ricerca, laureata in giurisprudenza e in filosofia, ha insegnato estetica presso la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma e presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'università Ca' Foscari di Venezia. I suoi scritti abbracciano diritto, linguistica ed estetetica con particolare riguardo ai temi dell'architettura rinascimentale e contemporanea.

Il libro di Roberta Causarano costituisce il primo volume della nuova collana "L'altro dell'architettura" ideata e diretta da Paola Gregory.

La collana intende raccogliere interventi di studiosi e ricercatori sul tema della complessità dell'architettura contemporanea che, nel suo svilupparsi, si interseca con pensieri, linguaggi, tecniche di altre discipline e nel suo divenire si ibrida, si contamina, si arricchisce di nuove interpretazioni, forme e significati.

Al centro dell'interesse della collana è il dibattito architettonico contemporaneo, di cui si intendono sottolineare gli aspetti interrelazionali che alimentano, nelle loro interferenze reciproche, pensiero teorico,  discorso critico e pratica progettuale. 

Il proposito è evidenziare la specificità di un esercizio disciplinare che non può scindere la riflessione teorica-progettuale dal terreno nel quale si radica: terreno dell'agire che è sociale-economico-politico e terreno del conoscere che è filosofico-estetico-scientifico, privilegiando, nella molteplicità delle prospettive sottese, una effettuale eteronomia dell'architettura che sempre sviluppa - nella eterogeneità dei propri compiti e strumenti - un proficuo dialogo con le "cose" del mondo.

 

 

FaLang translation system by Faboba