La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
- Einstein
La crisi delle dimensioni fisiche, come crisi della misurazione, va di pari passo, come è facile comprendere, con la crisi del determinismo e riguarda, oggi, l’insieme delle rappresentazioni del mondo
- Paul Virilio
“...une même ville regardée de différents côtés paraît tout autre, et est comme multipliée perspectivement”
- G. W. Leibniz

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

La pubblicazione raccoglie gli Atti del Convegno tenuto a Roma nell'Ottobre 2014.
Nella rielaborazione degli interventi, di cui alcuni portano significativi approfondimenti per la presente pubblicazione, e nella loro sistematizzazione, ampliata anche ad alcuni lavori dottorali,  il presente volume produce un testo che, nel suo insieme, mostra anche una sua autonomia, ampliando sensibilmente le tematiche proprie del recente dibattito sul nuovo realismo.

Il libro è stato presentato presso: la Facoltà di Architettura di Roma, Aula Magna di Piazza Borghese (10 Giugno 2016, ore 17.00) con interventi di G. Marramao, P. Montani, M. Panizza, M. Ferraris, introduzione di R. Masiani; coordinamento di A. M. Giovenale; il Dipartimento dArTE, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Dottorato di Ricerca in Architettura e Territorio (17 Novembre 2016, ore 10.00) con contributi di P. Gregory, G. Neri, E. Rocca e interventi di D. Cananzi e docenti e allievi del Dottorato; il Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino, Dottorato in Architettura. Storia e Progetto (20 Dicembre 2016, ore 17.00), con contributi di C. Olmo, S. Pace, R. Palma, A. Canclini, introduzione di E. Piccoli, interventi di M. Ferraris,  P. Gregory, G. Durbiano; il Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Napoli Federico II, Scuola Politecnica e delle Scienze di Base (30 Maggio 2017, ore 15.00), con interventi di A. Cuomo, A. F . Mariniello, F. Rispoli e i saluti di M. Losasso e V. Pezza

 

 

Premessa al Volume (P. Gregory)

Architettura e filosofia hanno avuto nel tempo diverse occasioni di incontro e di dibattito. In particolare nel corso del’900, la cultura architettonica italiana, e non solo, ha intrattenuto diverse relazioni con il pensiero contemporaneo, a volte producendone traslitterazioni quasi dirette: basti ricordare, fra i molti, i debiti di Aldo Rossi verso lo strutturalismo di C. Lévi-Strauss, di Giorgio Grassi verso il “realismo” di G. Lukács e la logica della scienza di R. Carnap, di Vittorio Gregotti verso l’estetica di T. Adorno, per non parlare dei debiti dell’architettura verso il pensiero fenomenologico di M. Merleau-Ponty e di M. Heidegger e, in un periodo più recente, verso la “decostruzione” di J. Derrida e la “piega” di G. Deleuze.
Si tratta di rapporti che hanno inciso profondamente sulla disciplina architettonica lasciando comprendere quanto sia connaturata nella formazione e nella pratica dell’architetto la questione teorica, dove questa non ne costituisce una sovrastruttura, bensì innanzitutto, come chiarisce V. Gregotti, “un modo di essere del progetto […] fondamento, scelta e strumento dell’agire concreto, non distinguibile [o difficilmente distinguibile] dal suo esito” (1).
Ogni progetto dunque, sebbene ipotetico, è un pensiero sull’architettura e la teoria o più precisamente le “teorie” rappresentano il “piano dialogante” attraverso cui si confrontano i rapporti che intercorrono fra l’attività poietica dell’architetto e la sua “visione del mondo” nelle reciproche implicazioni con le prospettive che investono i grandi movimenti di pensiero, propri di una particolare epoca storica.
Per questo il dibattito aperto dal filosofo Maurizio Ferraris con il suo “Manifesto del nuovo realismo” (2012) ha avuto sulla riflessione architettonica attuale (e non solo) un impatto così forte: ciò che per l’A. ha costituito una presa d’atto di un “cambio di stagione” rispetto al postmodernismo – con «l’esperienza storica dei populismi mediatici, delle guerre post 11 settembre e della recente crisi economica» - ha innescato un fecondo dibattito fra architettura e filosofia che è al momento ai suoi esordi e che questo volume, che raccoglie gli atti del convegno tenutosi presso la Facoltà di Architettura di Roma nell’ottobre 2014 (2), si propone di approfondire.
L’ideazione del convegno è nata, infatti, dall’esigenza di una risposta alle diverse iniziative sviluppate negli ultimi anni in alcuni Atenei italiani – fra Torino, Milano e Napoli (3) – in cui la nozione di realismo, come appello alla responsabilità civile dell’architettura, viene chiamata in causa per porre le basi, in un ribadito confronto con il reale, di un nuovo “rappel à l’ordre” in grado di superare «la sfiducia ed il rifiuto di ogni possibile fondamento oggettivo» e il «relativismo immobile» attribuiti a larga parte della produzione architettonica (e filosofica) più recente, identificata con il postmodernismo.
Diversamente da questa ampia convergenza di tesi promossa da tali iniziative, il convegno romano ha inteso riprendere il dibattito in un confronto epistemologico allargato, in cui alcuni concetti, argomenti essenziali e campi d’interesse emergenti fossero ri-nominati, indagati e ri-attraversati in una discussione aperta, dunque tutt’altro che ultimativa, fra architettura e filosofia.
Nella rielaborazione degli interventi, di cui alcuni portano significativi approfondimenti per la presente pubblicazione, e nella loro sistematizzazione, ampliata anche ad alcuni lavori dottorali (inclusi nell’ultimo capitolo) presentati al seminario preparatorio del convegno (4), il presente volume produce un testo che, nel suo insieme, mostra una propria autonomia, ampliando sensibilmente le tematiche proprie del recente dibattito sul nuovo realismo. Anche per questo, l’organizzazione del volume non rispecchia la successione originaria dei contributi, che risultano, nel presente lavoro, raggruppati secondo afferenze-attinenze e riverberazioni argomentative diverse, tali da ricostruire – ma anche disseminare – il senso di un’interrogazione critica che tocca, da punti di vista eteronomi, lo stesso statuto dell’architettura. Campi semantici, periodi storici, analisi testuali, interpretazioni critiche, costituiscono così lo sfondo dal quale emergono questioni essenziali per gli stessi fondamenti teoretici della nostra disciplina che, da sempre situata fra le arti e le scienze, evidenzia più che mai oggi – nel periodo di crisi attuale e (forse) di nuovo cambiamento di paradigma – l’esigenza di un rinnovato rapporto e dialogo inter/trans/meta-disciplinare: un dialogo che, lasciando aperte infinite e altre possibili riflessioni-decostruzioni-ricostruzioni, costituisce secondo noi una «pratica positiva del limite», premessa indispensabile a una cultura del
progetto capace di rinnovarsi in rapporto alle plurime tangenze, intersezioni, sconfinamenti, contaminazioni con cui è continuamente sollecitata a confrontarsi.
(Paola Gregory, dicembre 2015)
 
Note
1 V. Gregotti, Contro la fine dell’architettura, Torino 2008, p. 6.
2 Il convegno dal titolo “Nuovo Realismo/Postmodernismo: dibattito aperto fra architettura e filosofia” ha avuto luogo presso la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma nei giorni 28-29 Ottobre 2014. Coordinamento del convegno: Paola Gregory; comitato scientifico: P. Gregory, Cristina Marras (Ricercatrice dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR) e Stefano Catucci (Professore associato presso il Dipartimento di Architettura e Progetto, Sapienza Università di Roma). Per ulteriori informazioni, cfr. il sito: www.philarch.org.
3 Tali iniziative, riunite sotto il titolo “Architettura e Realismo” e promosse dal Politecnico di Torino, dal Politecnico di Milano e  all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, si sono concretizzate in diversi eventi fra il dicembre 2012 e l’aprile 2014: i convegni internazionali di studi “Il sempre teorizzare nulla rileva … Nuovo realismo e architettura della città” a Torino e “Uno spazio reale e adeguato. Architettura e realismo” a Napoli, con la mostra collegata “Nuovo realismo e architettura della città” a Torino e Napoli (entrambi nel dicembre 2012); la giornata di studi “Per una nozione operativa di realismo: espressione critica e impegno civile” a Milano (marzo 2013); il convegno “Nuovo Realismo e Razionalismo: un dibattito filosofico e architettonico tra Germania e Italia” a Torino (maggio 2013); il convegno internazionale di studi “La provocazione del reale. Nuovo realismo e razionalismo, un dibattito architettonico e filosofico tra Italia e Germania” (marzo-aprile 2014) presso Villa Vigoni, Centro di studi italo-tedesco per l’eccellenza europea a Loveno di Menaggio (CO).
4 Il seminario dal titolo “Nuovo Realismo/Postmodernismo” ha avuto luogo presso il Dottorato di Ricerca in “Architettura. Teorie e Progetto”, Sapienza Università di Roma, nei mesi di maggio-giugno 2014. Docente: P. Gregory, con la collaborazione di C.
Marras e la partecipazione di F. Purini.
 

 

Video di presentazione del libro: P. Gregory "7+1 Lezioni di Architettura, Prospettive, Roma 2014" - INARCH Lazio 16/02/2015

 

Le lezioni proposte sono rielaborazioni di discorsi, riflessioni e insegnamenti maturati in diverse occasioni in un arco temporale che dal 2003 giunge al 2011. Delle sette lezioni pubblicate, quattro sono l'esito di riflessioni personali sul fare e pensare l’architettura oggi e attengono a nuclei di ricerca sviluppati negli anni e più volte affrontati, con declinazioni diverse, negli insegnamenti universitari: dalla “metafora paesaggistica dell’architettura contemporanea” al tema del passaggio dal “tipo” al “diagramma”; dal processo progettuale morfogenetico, in quanto “vita delle forme”, alle riflessioni sulla “poetica dell’effimero”, come possibilità dell’architettura di cogliere un “mondo in movimento”. Le altre tre lezioni, invece, sono state demandate ad altri docenti che hanno collaborato – come tutor o contrattisti - ai corsi tenuti dalla sottoscritta e rielaborano tematiche sviluppate all’interno della didattica (“Il ruolo della stazione ferroviaria nello sviluppo policentrico delle città”, “L’abitare contemporaneo”, “Il sublime dell’architettura”).
A parte è l'ultima breve lezione sulla “form-azione” mai proposta agli studenti, ma presentata in nuce in occasione di un seminario di studi su “La ricerca, la didattica, la professione” nel dicembre 2011. Essa ben sintetizza il nostro approccio didattico, nutrito da un’attitudine multidisciplinare e propriamente metasistemica, che permea trasversalmente le diverse tematiche e problematiche affrontate.

 

http://www.inarch.it/default.aspx?pag=0.1.1&lang=it&NewsId=495

http://www.prospettivedizioni.it/libri/7-1/

 

 

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