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Il seminario condotto all'interno del Dottorato di Ricerca in "Architettura. Teorie e Progetto", Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma, A.A. 2025-26, con la collaborazione dell'arch. A. Sorrentino, si è incentrato sul concetto di MEMORIALE, termine sempre più presente per ricordare, commemorare fatti, eventi, personaggi del passato.
Dopo gli sconvolgimenti legati al 2° conflitto mondiale e alla Shoah, e nel nuovo millennio alle tragedie che sconvolgono l’umanità, si assiste a un profondo cambiamento delle forme di commemorazione che riflettono la necessità impellente di ripensare gli aspetti costitutivi del monumento tradizionale (come opera scultorea o architettonica isolata, celebrativa, grandiosa), gradualmente sostituiti da caratteristiche “anti-monumentali”: astrazione, afasia, stretta relazione con il luogo, … Diverse sono le “forme memoriali”: monumento commemorativo, museo, centro di documentazione, parco, casa della memoria, ecc. Si tratta sempre di luoghi collettivi di memoria, capaci di dialogare con il contesto e di rappresentare valori condivisi nei significati più profondi. Il rispetto della memoria storica, collettiva e “pubblica”, non è mai un esercizio di celebrazione del passato, ma diviene strumento potente per promuovere consapevolezza dei diritti e delle responsabilità nel presente. In questo senso, il memoriale può essere inteso come una rappresentazione, nel senso di una “presentazione sottolineata (…), una presenza presentata, esposta, esibita” (J.L. Nancy, Tre saggi sull’immagine, Cronopio, Napoli 2007), in cui il passato è ricostruito nel presente attraverso forme di visualizzazione che appartengono a una comunità o anche all’intera umanità.
All’interno dei memoriali un significato particolare assumono i luoghi che raccontano il trauma, sia che siano costruiti negli stessi ambienti in cui il trauma si è presentato, sia che siano realizzati in luoghi altri per ricordare un evento traumatico. Ma come si può – se si può – rappresentare un trauma?
Il seminario ha riguardato questi luoghi speciali della memoria intenzionale e si è svolto attraverso n. 5+1 incontri sviluppati fra aprile e maggio 2026. I primi tre incontri hanno riguardato lezioni introduttive sul ruolo della memoria nella sfera pubblica e sulla lettura storico-critica ed esperienziale di alcuni memoriali; i successivi due incontri si sono incentrati su un workshop (in presenza) per elaborare, dopo la presentazione del sito, un progetto preliminare di memoriale (attraverso concept, schizzi, planivolumetrici, immagini evocative, ecc.) che ha riguardato un luogo oggi sospeso, ma segnato da una gravissima tragedia: lo stabilimento dell'ex ThyssenKrupp di Torino, dove nel dicembre 2007 morirono 7 operai. L’ultimo incontro (distanziato di due settimane) è stato dedicato alla presentazione in aula dei lavori dei dottorandi, che hanno svolto sia un'analisi storico-critica di un memoriale (visitato) condiviso con la docenza, sia il lavoro per un possibile memoriale alla ThyssenKrupp, da interpretare, anche, come luogo emblematico delle morti sul lavoro in Italia.
Giorgio Lana, Progetto per un memoriale incrementale alla ThyssenKrupp di Torino

Giulia Roberta Negri, La luce delle stelle morte. Tracce luminose e risonanze termiche per il nuovo memoriale nell'ex ThyssenKrupp

Sara Rosa Torregrossa, La memoria violata: il caso dell'ex stabilimento ThyssenKrupp a Torino

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Il seminario, condotto nell'ambito del Dottorato di Ricerca "Architettura. Teorie e progetto", Sapienza Università di Roma (1° semetre 2019), ha inteso focalizzare l'attenzione su alcuni contributi che, dall’estetica alle scienze cognitive, stanno producendo un nuovo paradigma nella comprensione dell’esperienza soggettiva dello spazio, nella quale diviene sempre più importante un’ampia sfera di risonanza emotiva. Sebbene anche l’architettura abbia prodotto nel XX secolo studi interessanti, orientati a sottolineare l’influenza dell’habitat costruito sulle nostre modalità comportamentali, è solo negli ultimi decenni che la risposta pre-cognitiva, legata alla percezione e ai sentimenti, sembra trovare terreno fertile di riflessione. A questo riguardo, l’empatia e la scoperta dei “neuroni specchio” assumono un’importanza fondamentale, richiamando, da un lato, la “nuova fenomenologia” e l’atmosferologia, dall’altro gli sviluppi delle neuroscienze.
Attraverso 5 incontri fra maggio e giugno 2019, il seminario ha ripercorso alcune delle tappe più importanti di questo processo, durante i quali sono stati discussi alcuni testi di discipline diverse e proposte dai dottorandi mappe emotivo-cognitive di alcune realtà urbane conosciute e frequentate nella quotidianità.
Parole chiave: spazio affettivo, atmosfera, mente incorporata, empatia, memoria

P. Gregory, Per un'architettura empatica. Prospettive, concetti, questioni, Carocci, Roma 2023
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Scuola di Dottorato del Politecnico – Dottorato in Architettura Storia e Progetto - Proposta di Corso di Eccellenza
Schema. Verso un dizionario filosofico-architettonico
Scheme. Towards a philosophical-architecturaldictionary
Il corso si iscrive nel quadro di una ricerca interdisciplinare che ha come tema generale i rapporti tra architettura e filosofia. La ricerca, che si svolge sulla base di una collaborazione tra il Dottorato di Architettura Storia e Progetto del Politecnico di Torino e la rivista di studi filosofici Philosophy Kitchen dell'Università degli Studi di Torino, si fonda sul presupposto che gli scambi tra architettura e filosofia possano svilupparsi intorno a quei concetti che sono propri degli apparati teorici di entrambe le discipline, pur non rivestendo necessariamente lo stesso significato.
Ci sono parole che appartengono sia al mondo degli architetti sia a quello dei filosofi. Tra queste abbiamo scelto la parola "schema" per iniziare a scrivere un dizionario pratico architettonico/filosofico. Non si tratta di completare un giorno quest'opera forse impossibile. Piuttosto quello che ci interessa è sollecitare il significato di queste parole a partire da due sguardi che non necessariamente coincidono e neanche necessariamente divergono ma che sicuramente si sono da sempre intrecciati. Al fine di rendere più articolata la discussione su un tema così ampio si è deciso di declinare il termine schema in cinque di sottosezioni – Algoritmo, Configurazione, Diagramma, Mappa e Campo – indicanti ognuna una particolare applicazione pratica dell’attività di “schematizzazione”. Tali attività verranno analizzate in una prospettiva transdisciplinare nella loro veste di possibili “modi” dello schema, caratterizzati dalle differenti esigenze pratiche cui sono chiamate a rispondere.
L'obiettivo è "pratico”: ovvero scrivere un lemma che sia in grado di fornire indicazioni operative ai praticanti di entrambe le discipline. Quindi aprire la strada per continuare in questo cammino affrontando altre parole e producendo altri lemmi. In questo primo tentativo, le coincidenze, i fraintendimenti, le sovrapposizioni formeranno i luoghi di una mappa che in forma ipertestuale traccerà le regioni semantiche della parola "schema".
Pensiamo che non sia utile un dialogo diretto tra architetti e filosofi. Piuttosto proponiamo che gli invitati al Corso mettano in scena separatamente i significati che attribuiscono alla parola "schema". Saranno gli spettatori a tentare la scrittura – che è allo stesso tempo una cartografia - di questo lemma. Se le scene sono paesaggi, il lemma ne rappresenterà infatti la carta.
Le scene saranno agite da 4 architetti e 4 filosofi, invitati a presentare una loro declinazione operativa del concetto di "schema". Divisi in coppie, parleranno uno dopo dell'altro nel corso di 4 giornate. Dottorandi e docenti – insieme agli invitati divenuti nel frattempo spettatori attivi – daranno vita ad un seminario al termine di ogni giornata. Tra una giornata e l'altra i dottorandi proveranno a scrivere un loro lemma sulla scorta degli esiti del seminario. In una giornata conclusiva, i lemmi saranno confrontati e discussi, forse anche agiti attraverso esercizi applicativi che ne testeranno l'efficacia. Infine tutti i partecipanti al Corso collaboreranno nel comporre il lemma in forma ipertestuale.
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Prof. Alessandra Criconia e Prof. Paola Gregory
Seminario del Dottorato di Ricerca in "Architettura. Teorie e Progetto", Sapienza Università di Roma, Aprile-Maggio 2016 / Aprile-Maggio 2017.
If you plan cities for cars and traffic, you get cars and traffic. If you plan for people and places, you get people and places (Fred Kent)
Il seminario intende focalizzare l'attenzione sugli spazi della dispersione della città contemporanea, con particolare riguardo al ruolo che gli spazi del transito possono giocare quale potenziale di riqualificazione e rigenerazione dei territori urbano-metropolitani.
Nello specifico, il seminario si interesserà agli spazi liminari e/o interclusi dell'infrastruttura e delle reti del trasporto pubblico, dove l'in-between - quale spazio dell'intermedio, dell'interstizio, dell'intervallo - costituendo una condizione fisiologica delle reti, può avere un ruolo essenziale per ricucire il "territorio della rete" con la "rete dei territori" attraversati, ribaltando la connessione-separazione, con cui l'infrastruttura della mobilità sempre si rappresenta, in connessione-relazione: un modo per designare l'atto di stabilire rapporti diversi al fine di configurare nuovi paesaggi inclusivi ed eteronomi.
Negli incontri del seminario verranno analizzate alcune delle realizzazioni recenti più interessanti in cui la strada con i suoi spazi limitrofi ridisegna parti di città. Il fine è comprendere quali strumenti progettuali e risorse politico-sociali siano stati messi in campo per integrare le infrastrutture di trasporto (pubblico e privato) con l'uso del territorio.
Bibliografia di riferimento
S. Maffioletti, S. Rocchetto, Infrastrutture e paesaggi contemporanei, Padova 2002.
Mirko Zardini (ed.), Asfalto. Il carattere della città, Electa, 2003
Il paesaggio delle freeway, in “Lotus navigator”, n. 07, 2003 (mon.)
Landscape Infrastructures, in “Lotus International”, n. 139, 2009
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Nel seminario e workshop di aprile-maggio 2017 è stato elaborto un metaprogetto lungo le Mura aureliane di Roma, nel tratto compreso fra Porta Maggiore e Porta San Giovanni: "Learning Wallkscape". Dottorandi: F. Bozza, F. Camilli, M. D'Emilio, F. Ficcadenti, R. Gironi, D. Navarra, S. Marinelli,

Un ciclo di passeggiate intorno alle Mura, aperto a tutti, è programmato fra Ottobre e Dicembre 2017.![]()
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Seminario di studi fra architettura e filosofia. Politecnico di Torino, Castello del Valentino, 04-06 Luglio 2016.
Inserito all'interno di iniziative del Dipartimento di Architettura e Design del Politenico di Torino, il seminario è coordinato da Alessandro Armando, Giovanni Durbiano, Paola Gregory e Silvia Malcovati insieme all'Associazione di giovani studiosi di filosofia "Philosophy Kitchen" che ha dato vita all'omonima rivista, pensata quale luogo di discussion e riflessione trasversale fra diverse discipline.
Il seminario, dedicato a studenti di Architettura e di Filosofia, è organizzato in 6 incontri, ciascuno dei quali sviluppa un tema specifico in relazione ad ambiti diversi del pensiero del Novecento.
Da Lascaux ai Junkspaces (passando per Ippodamo di Mileto);
Forma e materia: Derrida, Deleuze e Simondon;
Enzo Paci: fenomenologia e architettura;
Morfogenesi e auto-organizzazione;
Sloterdijk: antropogenesi e costruzione dello spazio;
Genealogie dello spazio contemporaneo: utopie moderne e nascita dell'urbanistica (Fourier, Bentham, Foucault).
I contenuti del seminario sono stati pubblicati sulla rivista Philosophy Kitchen, EXTRA #2, anno 5, Gennaio 2018. ISBN: 9788894163117
"Dialoghi fra architettura e filosofia", a cura di Carlo Deregibus e Alberto Giustiniano.
