La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
- Einstein
La crisi delle dimensioni fisiche, come crisi della misurazione, va di pari passo, come è facile comprendere, con la crisi del determinismo e riguarda, oggi, l’insieme delle rappresentazioni del mondo
- Paul Virilio
“...une même ville regardée de différents côtés paraît tout autre, et est comme multipliée perspectivement”
- G. W. Leibniz

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

Il seminario condotto all'interno del Dottorato di Ricerca in "Architettura. Teorie e Progetto", Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma, A.A. 2025-26, con la collaborazione dell'arch. A. Sorrentino, si è incentrato sul concetto di MEMORIALE, termine sempre più presente per ricordare, commemorare fatti, eventi, personaggi del passato. 

Dopo gli sconvolgimenti legati al 2° conflitto mondiale e alla Shoah, e nel nuovo millennio alle tragedie che sconvolgono l’umanità, si assiste a un profondo cambiamento delle forme di commemorazione che riflettono la necessità impellente di ripensare gli aspetti costitutivi del monumento tradizionale (come opera scultorea o architettonica isolata, celebrativa, grandiosa), gradualmente sostituiti da caratteristiche “anti-monumentali”: astrazione, afasia, stretta relazione con il luogo, … Diverse sono le “forme memoriali”: monumento commemorativo, museo, centro di documentazione, parco, casa della memoria, ecc.  Si tratta sempre di luoghi collettivi di memoria, capaci di dialogare con il contesto e di rappresentare valori condivisi nei significati più profondi. Il rispetto della memoria storica, collettiva e “pubblica”, non è mai un esercizio di celebrazione del passato, ma diviene strumento potente per promuovere consapevolezza dei diritti e delle responsabilità nel presente. In questo senso, il memoriale può essere inteso come una rappresentazione, nel senso di una “presentazione sottolineata (…), una presenza presentata, esposta, esibita” (J.L. Nancy, Tre saggi sull’immagine, Cronopio, Napoli 2007), in cui il passato è ricostruito nel presente attraverso forme di visualizzazione che appartengono a una comunità o anche all’intera umanità.

All’interno dei memoriali un significato particolare assumono i luoghi che raccontano il trauma, sia che siano costruiti negli stessi ambienti in cui il trauma si è presentato, sia che siano realizzati in luoghi altri per ricordare un evento traumatico. Ma come si può – se si può – rappresentare un trauma?

Il seminario ha riguardato questi luoghi speciali della memoria intenzionale e si è svolto attraverso n. 5+1 incontri sviluppati fra aprile e maggio 2026. I primi tre incontri hanno riguardato lezioni introduttive sul ruolo della memoria nella sfera pubblica e sulla lettura storico-critica ed esperienziale di alcuni memoriali; i successivi due incontri si sono incentrati su un workshop (in presenza) per elaborare, dopo la presentazione del sito, un progetto preliminare di memoriale (attraverso concept, schizzi, planivolumetrici, immagini evocative, ecc.) che ha riguardato un luogo oggi sospeso, ma segnato da una gravissima tragedia: lo stabilimento dell'ex ThyssenKrupp di Torino, dove nel dicembre 2007 morirono 7 operai. L’ultimo incontro (distanziato di due settimane) è stato dedicato alla presentazione in aula dei lavori dei dottorandi, che hanno svolto sia un'analisi storico-critica di un memoriale (visitato) condiviso con la docenza, sia il lavoro per un possibile memoriale alla ThyssenKrupp, da interpretare, anche, come luogo emblematico delle morti sul lavoro in Italia.

Giorgio Lana, Progetto per un memoriale incrementale alla ThyssenKrupp di Torino

 

Giulia Roberta Negri, La luce delle stelle morte. Tracce luminose e risonanze termiche per il nuovo memoriale nell'ex ThyssenKrupp

 

Sara Rosa Torregrossa, La memoria violata: il caso dell'ex stabilimento ThyssenKrupp a Torino

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