La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
- Einstein
La crisi delle dimensioni fisiche, come crisi della misurazione, va di pari passo, come è facile comprendere, con la crisi del determinismo e riguarda, oggi, l’insieme delle rappresentazioni del mondo
- Paul Virilio
“...une même ville regardée de différents côtés paraît tout autre, et est comme multipliée perspectivement”
- G. W. Leibniz

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein
Il rapporto con lo spazio è qualcosa di cui noi umani, in quanto corpi viventi, non possiamo mai disfarci. Sinché esistiamo, siamo sempre collocati e questo esser-situati, come sottolineato in particolare dalla riflessione filosofica maturata negli ultimi centocinquant’anni, assume sempre e inevitabilmente una colorazione emotiva.
Concentrarsi sugli aspetti e attributi del 'sentire' offre il vantaggio di comprendere qualcosa dei luoghi che coinvolge direttamente la nostra percezione, la quale, come già scriveva Maurice Merleau-Ponty, abbraccia in un tutto unico l’insieme delle diverse sensazioni che sempre si costituiscono in un orizzonte di senso indiviso con il nostro essere totale. 
Inserita nella dimensione esistenziale del vivere concreto, la percezione, in qualche modo anticipando la riflessione, coglie «un senso immanente al sensibile prima di ogni giudizio», concretizzando per il filosofo francese un rapporto originario con il mondo che gli sviluppi della scienza cognitiva incarnata (embodied cogntion) hanno recentemente approfondito, promuovendo una concettualizzazione della conoscenza come azione incarnata, ovvero l’azione di un organismo considerato nel suo complesso che esplora il mondo. Come naturale conseguenza, le emozioni – precedentemente isolate dai processi cognitivi – hanno riacquistato una nuova centralità nella scienza cognitiva contemporanea, in particolare per quel che riguarda la continuità fra aspetti percettivi, cognitivi ed esecutivi, e l’emergere delle emozioni dall’incontro con altri soggetti, spazi o semi-cose, di cui le atmosfere costituiscono un esempio eloquente.
Tutti i saggi raccolti nel volume sono accomunati dal tentativo di dare valore al corpo vissuto, ovvero il corpo soggetto, compreso da una prospettiva in prima persona incarnata, che proprio per essere agente si estende oltre i limiti del corpo biologico. In questo ampliamento del corpo proprio, che sente lo spazio che abita, può innescarsi quella relazione empatica, multidimensionale, che lascia risuonare in noi l’esperienza dell’alterità: un’esperienza che è insieme emotiva e cognitiva, poiché, radicandosi nell’embodiment, esprime un modo di relazionarsi al mondo in cui corpo e mente sono inestricabilmente connessi.
 
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