La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
- Einstein
La crisi delle dimensioni fisiche, come crisi della misurazione, va di pari passo, come è facile comprendere, con la crisi del determinismo e riguarda, oggi, l’insieme delle rappresentazioni del mondo
- Paul Virilio
“...une même ville regardée de différents côtés paraît tout autre, et est comme multipliée perspectivement”
- G. W. Leibniz

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.

- Einstein

Atelier Architettura, Ambiente e Spazio costruito, CdL Magistrale in "Architettura Costruzione Città" - Politecnico di Torino, A.A. 2023-24 / 2024-25.

Prof. P. Gregory e R. Maspoli. Tutors: Arch. A. Sorrentino e M. Ramello, con A. Gabaldi (borsista A.A. 2023-24) e Lorenzo Marconi (borsista A.A. 2024-25).

Il tema dell'Atelier riguarda la trasformazione di un'area urbana semi-periferica nella zona nord-est della città dìTorino, dove sono previste ampie trasformazioni a partire dal prolungamento della Linea 2 della metropolitana (variante 333).  L’area di progetto è quella di pertinenza delle POSTE ITALIANE, dove insiste un  ampio fabbricato dismesso e dove il PRG con successiva variante prevede l’inserimento di servizi generali, con possibilità sia di demolire il fabbricato, sia di conservare in tutto o in parte quanto esistente. Il progetto da elaborare si pone dunque all'interno dì un’area problematica in trasformazione, per la quale non esistono attualmente progetti specifici, ma solo ipotesi possibili. Lo studente dovrà, perciò, acquisire preliminarmente conoscenza critica della zona nel suo attuale stato e porsi come protagonista attivo, in grado di dialogare sia con le tracce del passato, sia con gli attanti presenti (abitanti,committenza,eventuali stakeholder, programmi urbanistici,vincoli esistenti, ecc.).

Il processo progettuale si costruirà a partire da un'interpretazione critica delle condizioni morfologiche, spaziali e ambientali di un’area urbana che riguarda i quartieri di Barriera di Milano e di Regio Parco: si tratta di un'area coerente al contesto territoriale – post-industriale, infrastrutturale, di servizio – da interpretare come occasione di rigenerazione di una più ampia trama di spazi e servizi pubblici e privati all’interno della città. Attraverso una mappatura delle pratiche esistenti nei suoi spazi pubblici e privati, dovranno individuarsi criticità e potenzialità latenti per l’area specifica di progetto, in stretta relazione al contesto circostante. Il programma funzionale sarà parte dell’elaborazione.

In questo contesto imperfetto e plurimo, il sito di studio ha un ruolo potenziale. Le indagini ne hanno posto in rilievo l’opzione di riuso come polarità multifunzionale in coerenza ad attività di inclusione sociale e formazione per le giovani generazioni, insieme a strategie di riposizionamento nel mercato di trasversalità di connessione con i quartieri. 

ORIENTAMENTI DI PROGETTO

Il lavoro progettuale, finalizzato a restituire alla comunità un brandello oggi abbandonato e sospeso di città, ha affrontato le complesse sfide del territorio e della rigenerazione urbana a partire dalle analisi condotte a livello urbano e sociale. Da un lato, l’esigenza di contestualizzare e rinforzare le connessioni con un brano di città che presenta forti problematiche interne (diseguaglianze socio-economiche, insicurezza, degrado), privilegiando azioni di riuso multifunzionale coerenti con pratiche di inclusione sociale. Dall’altro, la ricerca di un dialogo fra permanenza e innovazione, dove la valorizzazione dell’esistente riguarda sia l’imponente struttura dell’edificio, sia le tracce ancora presenti delle permanenze storiche del canale e della ferrovia, da considerare quali possibili parti integranti di un nuovo sistema vegetativo.

Al centro dell’attenzione è sempre stato il ruolo dello spazio pubblico – inteso come “bene comune” – per rendere l’attuale area porosa sul piano visivo e fruitivo, con spazi interconnessi, flessibili e adattabili. All’interno di questa cornice, emergono tre linee tematiche principali, riconducibili all’idea di ROVINA, BIOFILIA e CONNESSIONE-SCONNESSIONE.

 

 

 

 

 

 

P. Gregory, R. Maspoli, M. Ramello, A. Sorrentino, Ipotesi di rigenerazione fra permanenza e innovazione. Il caso dell'ex Centro di smistamento postale di Via Monteverdi a Torino,in "Stati generali del patrimonio industriale" 2026/02, Bari-Matera-Lecce

P. Gregory, BETWEEN MATERIAL AND EMOTIONAL HERITAGE: REGENERATION PROJECTS FOR A FORMER POST OFFICE BUILDING IN THE CITY OF TURIN, XIIth SWS International Scientific Conference on ARTS & HUMANITIES - ISCAH2025, 24-29 August, 2025

Partecipazione alla Mostra "Immaginare una nuova città", una collaborazione tra la Città di Torino e il Politecnico di Torino, 2° edizione / 2024-2025, Urban Lab e Portici di Piazza Palazzo di città, 16-10 / 08-11 2025

Laboratorio di Teoria del Progetto, Politecnico di Torino, A.A. 2023-24
Prof. P. Gregory, collaboratore A. Sorrentino, borsista A. Gabaldi
 
Il Laboratorio di Teoria del Progetto è stato pensato attraverso la metafora del viaggio, dove ciò che conta non è tanto la meta finale, quanto le tappe intermedie, il percorso (formativo) compiuto, lungo il quale possono rintracciarsi tre momenti essenziali: "abitare l’intermezzo", ovvero inventare l’innocenza, abbandonare opinioni e affrancarsi dai pregiudizi per ascoltare, vedere, osservare, comprendere; "esporsi alla scoperta", ovvero imparare a orientarsi, conoscere e descrivere, connettere e ordinare, concatenare discorsi, comparare ed esprimere giudizi; "saper tornare", ovvero sintetizzare, cristallizzare, condensare, dopo aver messo in gioco la propria identità per ritrovare con una nuova consapevolezza il luogo dal quale si è partiti.
 
Durante il viaggio i momenti di apprendimento si susseguono sincopati, si sovrappongono, si dispiegano come frammenti ancora staccati, indipendenti, autonomi. Solo alla fine riescono a ritrovare, almeno in parte, una loro possibile connessione, costituendosi come traccia cartografica di un percorso che è il nostro personale percorso, la nostra memoria di "cose sperate", immaginate, pensate.
Attraverso una torsione dello sguardo, dall'esterno verso l'interno del nostro proprio io, emerge la possibilità di un racconto in prima persona e raccontare significa anche riuscire a organizzare ciò che precedentemente si dava come disperso.   Nella narrazione la memoria prende in prestito dei percorsi, che come corde si intrecciano e si fissano: gradualmente ciò che era duttile e malleabile trova una sua possibile sintesi e solidificazione.
 
VIDEO a cura di: F. Bassi (attore-montaggio), A. Dotta (riprese-montaggio), A. Wang (animazione-montaggio), M. A. Simone (montaggio) - http://youtu.be/0REdpsEs72M

 

Pillole di teoria del progetto, a cura di P. Gregory, A. Sorrentino, Timia Edizioni, collana "L'Altro dell'architettura", 2025

 

 
 
Allegati:
FileDescrizione
Scarica questo file (Gregory_Lab.Teoria-del-progetto.pdf)Laboratorio di Teoria del Progetto (A.A. 2023-24)Alcuni lavori degli studenti svolti nel semestre (in progress)

Atelier Architettura, Ambiente e Spazio costruito, CdL Magistrale in "Architettura Costruzione Città", Politecnico di Torino, A.A. 2022-23, 2021-22.

 

Prof. P. Gregory e R. Maspoli 

Tutors: A. Sorrentino, M. Ramello; con A. Gabaldi (borsista)

Il tema dell'Atelier riguarda la trasformazione di una vasta area urbana al centro della città dì Torino da interpretare come occasione di rigenerazione - ambientale, economica e socio-culturale - in una più ampia trama di spazi e servizi pubblici e privati. Lo SCALO VALLINO, alle spalle della Stazione ferroviaria di Porta Nuova, è un’area già periferica, ferroviaria e industriale, la cui dismissione sta producendo importanti interventi di trasformazione in prospettive di terziario, ricerca, commercio e residenzialità.

Il progetto didattico si pone dunque all'interno dì un processo urbano reale in atto, di cui acquisire conoscenza e capacità di valutare in termini interdisciplinari, per dialogare sia con le tracce e le preesistenze del passato, sia con gli "attanti" presenti (abitanti, committenza, stakeholders, programmi urbanistici, vincoli esistenti, etc.) che con le istanze di nuove funzioni e sostenibilità della rigenerazione, con l’attenzione all’apertura del sito come spazio pubblico e di inclusione.

The focus of the Atelier concerns the transformation of a vast urban area in the center of the city of Turin to be interpreted as an opportunity for regeneration - environmental, economic and socio-cultural - in a broader network of public and private spaces and services. The SCALO VALLINO, behind the Porta Nuova railway station, is already a peripheral, railroad and industrial area, whose divestment is producing important transformation interventions in tertiary, research, commercial and residential prospects.

The didactic project is therefore placed within a real urban process in progress, of which acquiring knowledge and ability to evaluate in interdisciplinary terms, to dialogue both with the traces and pre-existences of the past, with the present "attants" (inhabitants, clients, stakeholders, urban programs, existing constraints, etc.) and with the instances of new functions and sustainability of regeneration, paying attention to the openness of the site as a public and inclusive space.

 

ELABORATI degli studenti

 

 

 

 

Progetto: Fuori Luogo, di C. Pesce, G. Ragazzone, O. Pesce (A.A. 2022-2023)

 

Progetto: Board, di L. Bottacin, P. Ciocchetti, M. Cotugno (A.A. 2022-2023)

 

Progetto: Core, di A. Gabaldi, F. Scanu, R. Portaluri (A.A. 2021-2022)

 

https://telearchitettura.polito.it/en/tools/2023/dopo-lo-scalo-fabbrica-ferroviaria-rigenerare-il-vallino-torino

 

Scalo Vallino: Progettare in attesa. Mostra dei progetti elaborati nell'Atelier ARCHITETTURA AMBIENTE e SPAZIO COSTRUITO (Maggio-Giugno 2023)

Unità di Progetto "Architettura e Sistemi Costruttivi" - CdL Magistrale in "Architettura Costruzione Città" - Politecnico di Torino

A.A. 2015-16/ 2016-17/2017-18.

Prof. P. Gregory e Prof. M.L. Barelli

Tutor: arch. Manuel Ramello e Ambra Seghesio.

Inserendosi nella grande tematica della rigenerazione urbana della “città pubblica”, il Laboratorio si è confrontato con uno degli insediamenti più importanti della ricostruzione post-bellica italiana: il quartiere Le Vallette a Torino che, a fronte di un progetto ambizioso di autosufficienza e qualità dell’habitat, ha scontato, sin dall’inizio, l’assenza della grande struttura di servizi immaginata al suo centro, sostituita da “pezzi” incoerenti, semplicemente giustapposti e costruiti nel tempo. Un vuoto, dunque, semantico e simbolico al quale si sono rivolte le sperimentazioni progettuali degli studenti, che, partendo dal riconoscimento degli aspetti più significativi dell’insediamento e dalle criticità esistenti, hanno lavorato sulla rigenerazione dell’area centrale attraverso il ridisegno degli spazi aperti, la ridefinizione dei percorsi (carrabili e ciclo-pedonali), il recupero e/o la demolizione di edifici preesistenti (oggi sottoutilizzati e in stato di forte degrado) e la realizzazione della nuova Casa di Quartiere, fulcro propositivo dei diversi scenari progettuali in grado di restituire al quartiere una più complessa identità. 

VIDEO:  Rigenerare la città pubblica - Il quartiere Le Vallette a Torino - Montaggio Mauro Fontana e Ambra Seghesio

https://www.youtube.com/watch?v=261_6EPrvc4

https://youtu.be/261_6EPrvc4?si=e5VjxD6dimjbmqsT

 

ELABORATI Studenti

A. Lotti, M. Murat, L. Naso - Progetto "Trimesh" (A.A. 2015-16)

Pubblicato in: http://architettura-italiana.com/projects/324421-luca-naso-alberto-lotti-trimesh

 

 

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N. Marzano, M. Melano, U. Montanari - Progetto "Switch on Vallette" (A.A. 2016-17)

 

 

 

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M. Galise, C. Greco, M. Ortoncelli, - Progetto "Up and down Vallette" (A.A. 2017-18)

 

 

 

Laboratorio di progettazione architettonica III, CdL in Scienze dell'Architettura, Sapienza Università di Roma - AA 2013-14 / 2014-15
prof. P. Gregory

tutor: L. Calderoni, R. Causarano, I. Munari, G. Stancato, G. Turano

Il video è stato presentato nell'ambito dell'evento "Open House Roma" (9-10 Maggio 2015) presso il Centro Culturale Aldo Fabrizi a San Basilio.

https://youtu.be/-NZpucyuTU4

 

 

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